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Domenica 26 Aprile 2009 09:31 |
Gianni Ferreri nella seconda serie di "Piper"
“Piper”, amori e risate anni ‘60 Dall’8 maggio, su Canale 5, una nuova serie in sei puntate tra amarcord e commedia. Nel cast Teo Mammucari, Maurizio Mattioli, Anna Falchi, Valeria Marini e Carol Alt.  (AGM-LSP) Un tuffo nel tempio dello shake e un omaggio alla gloriosa “commedia italiana” con un’irresistibile galleria di personaggi, chiamati a far rivivere la magia degli anni sessanta. Tutto questo è Piper, una nuova serie in sei puntate, in onda a partire da venerdì 8 maggio, in prima serata su Canale 5. Seguito ideale del tv movie firmato da Carlo ed Enrico Vanzina, andato in onda sempre su Canale 5, a maggio 2007, la serie vuole essere un simpatico amarcord negli anni del boom economico e dell’Italia che cambia, tempi nei quali un locale come il Piper era il punto di riferimento della vita notturna di Roma. Scritta da un gruppo di giovani autori coordinati da Luca Biglione e girata a Roma per 24 settimane, Piper è una commedia corale e un po’ nostalgica, nella quale le vicende dei protagonisti si snodano tra intrecci sentimentali, gag comiche e colpi di scena. Diretta da Francesco Vicario, regista delle prime due stagioni di successo de I Cesaroni, la serie vanta un cast di all star del piccolo e del grande schermo con Teo Mammucari, Maurizio Mattioli, Anna Falchi, Maurizio Casagrande, Gianni Ferreri, Enzo Salvi, Valeria Marini (nel ruolo di un’attrice specializzata in B-movies) e Carol Alt (una novella Mrs. Robinson). Come sempre in queste operazioni-nostalgia, grande protagonista sarà la musica, sia quella suonata dalla band di Mario Proietti, uno dei protagonisti (interpretato da Giulio Forges Davanzati), sia quella che fa da commento a tutte le vicende del film, restituendo il sapore della magia degli anni sessanta.
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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Luglio 2009 20:30 |
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Intervista a Gianni Ferreri |
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Mercoledì 25 Marzo 2009 21:18 |
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Mensile VOL. 01 NO. 01 Mese 01-10, 2008 www.goccedipoesia.it
A riflettori spenti, Gianni Ferreri si racconta.
Vi è mai capitato nel vedere un film, una fiction e apprezzare un attore per il suo ruolo e chiedersi come sia nella vita di tutti i giorni. È così, come si vede attraverso lo schermo, simpatico, burbero o è totalmente diverso? Non so voi, miei cari amici lettori, ma io mi sono sempre posta questa domanda facendo così crescere dentro di me, giorno per giorno la curiosità a riguardo. Beh, alla fine posso dire, di essere riuscita a soddisfarla. L’estate, ormai giunta alle porte, la ricorderò con immenso piacere, in quanto, mi ha portato a conoscere un attore del cast di Distretto di Polizia che quest’anno è arrivato all’ottava serie e ogni anno riceve puntualmente l’approvazione del pubblico. Roma ha fatto da cornice al nostro incontro, con il cielo tappezzato di stelle e la luna li, sospesa…che stava indiscretamente ad osservare e ad ascoltare in copioso silenzio il raccontare di un attore, di un uomo che spogliatosi dagli abiti di scena si racconta… Sto parlando di Gianni Ferreri alias Giuseppe Ingargiola.
Non so voi, io adoro questo personaggio…buffo nelle sue espressioni, con quel velo di durezza, d’indifferenza che apparentemente mostra, ma alla fine, non è altro che un timido e un romantico. In un certo qual modo, ci assomiglia, non credete anche voi? Comunque, non voglio parlarvi del personaggio ma bensì dell’uomo… Quindi, sono lieta di presentarvi…Gianni Ferreri, ( Napoletano verace da sette generazioni) nasce nel 1960 in una piccola provincia Milanese, ma nel 1965, con la sua famiglia si trasferisce definitivamente nella sua bella Napoli.
Sin dall’età di 8 anni, lavora senza mai fermarsi, passando i primi anni da un lavoro ad un altro fino al momento in cui, il destino ha voluto e si sono accessi i riflettori su di lui, mettendo in risalto la sua innata bravura, la sua spontaneità e la sua simpatia, caratteristiche che gli sono sempre appartenute e lo hanno portato, passo dopo pasaso, prima a calcare le scene di un palcoscenico, poi a giungere ad oggi…ad entrare tramite lo schermo, nelle case degli italiani. All’età di 14 anni, mise in piedi una compagnia amatoriale che durò per alcuni anni…da lì, nacque la passione per il teatro. Nel sentire i suoi racconti, che mi hanno appassionato, devo dirvi che in lui questa passione c’è sempre stata. Infatti, da piccolo non potendo permettersi il cinema con i suoi amici, faceva una colletta e solo uno di loro poteva vedere il film, ma alla fine della visione, doveva raccontare ogni piccolo dettaglio agli altri, privilegio che toccava a lui, adorava il cinema ma amava di più interpretare e raccontare le scene, curando ogni particolare, quindi è facile intuire come è nata la passione per la recitazione. Subito dopo quella breve parentesi nel teatro, si appassionò alla musica, suonava la chitarra e imparò da autodidatta il pianoforte e così con i suoi amici incominciò a suonare nei locali.
A 16 anni, conobbe per caso un accordatore di pianoforti che gli propose, dopo averlo sentito suonare, di insegnarli il suo mestiere, divenuto poi il suo lavoro che ancora oggi, tempo permettendo, continua a fare. Il 1989 fu l’anno del suo ritorno a teatro. Fu contattato da un suo amico che nel frattempo aveva messo su, insieme con alcuni soci un teatrino, il “Bruttini” che stava diventando una vera e propria realtà di Napoli e gli propose di sostituire un attore per un breve periodo e lui accettò. Da quel momento incominciò a riscuotere successo e iniziò a far parte di una compagnia professionista e da lì che capì che la sua grande passione per il teatro poteva e stava diventando un lavoro. Entrò, a far parte, con grande soddisfazione, nelle compagnie di giro ( Mario Scarpetta…) ormai si era introdotto in questo affascinante mondo del teatro. Nel 1994 partecipò, per caso, ad un provino per una pubblicità per la pay-tv che stava nascendo (Tele+) lo vinse e dopo due mesi era in video sia sulla Rai che su Mediaset riscuotendo un gran successo e dandogli la giusta visibilità, al punto tale che incominciò a ricevere delle proposte per il cinema fino ad arrivare poi a lavorare a Distretto di Polizia. Che dire, la fortuna lo ha sempre assistito ma anche vero che se in lui, non ci fossero state la capacità, la bravura, molto probabilmente non gli sarebbe servita più di tanto. Alla domanda: -Ti è mai capitato, di avere momenti critici in cui hai detto: “Da domani lascio tutto?”- - Non ho mai pensato di mollare, anche quando ci sono stati momenti no, perché farlo, in fin dei conti ho la fortuna di fare un lavoro che mi appassiona e che mi diverte. - -“ Ti manca il teatro, ci ritorneresti?”- - “ Sì mi manca, mi manca stare sul palcoscenico e ogni sera respirare un pubblico diverso, sentire le loro rise ad una battuta invece che ad un’altra…ma di certo non ti da la notorietà e la visibilità che solo lo schermo sa dare.” – - Prospettive per il futuro?-
- Mi piacerebbe tornare a teatro, alla mia vecchia passione, mi piacerebbe fare una rappresentazione di un certo livello, interpretare un ruolo che s’incalzi al mio modo d’essere e metta in risalto le mie capacità!- Parla del suo essere attore con una tale semplicità che ti stupisce: “…il giorno che questo mestiere non mi divertirà più, o capirò che i suoi meccanismi sono troppo complicati …riprenderò la mia borsa e ricomincerò ad andare in giro ad esercitare la mia professione, non dimentichiamoci che sono sempre e in ogni caso un accordatore”. Questo, è Gianni Ferreri, un uomo semplice che vuole godersi il bello di questa vita, già difficile di per se, in ogni sua sfaccettatura, senza sovrastrutture né pregiudizio alcuno ma con la semplicità del “viverla”. Un uomo soddisfatto del suo lavoro e del successo che negli anni ha ottenuto, ma ciò di cui lui è più orgoglioso e ne va fiero è la sua famiglia, sia quella da cui proviene e sia quella che lui stesso si è costituito. A questo punto non mi resta che fargli un applauso e augurargli...... Buona fortuna!
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 21:30 |
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Mercoledì 25 Marzo 2009 20:54 |
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Differenziata, il corto di Liguori sbarca a Hollywood
di Redazione del 20/01/2009 in Cinema
SANT’ANTIMO. L’arte del sapersi arrangiare, il dramma della disoccupazione e l’importanza della raccolta differenziata, è l’intreccio del cortometraggio che il mese prossimo sbarcherà a Hollywood.
E con esso anche un cittadino di Sant’Antimo, Luca Liguori, regista del corto. Vincitore per la sezione “W Napoli l’altra faccia di Gomorra” alla manifestazione tenutasi a Capri dal 27 dicembre al 2 gennaio scorsi, il cortometraggio “Raccolta differenziata” è stato interpretato da Gianni Ferreri e attori non professionisti; per la regia di Liguori e la sceneggiatura di Maurizio Palmieri.
Nel cortometraggio un venditore ambulante, interpretato da Ferreri; cerca di vendere dei sacchetti per la raccolta differenziata impietosendo ed ingannando allo stesso tempo, gli inquilini di un tipico palazzo napoletano. Riuscirà nel suo intento solo dopo aver esternato la disperazione di un padre disoccupato in cerca di pochi euro per i propri figli, mostrando di essere ciò che non è. Allo stesso tempo con il suo savoir faire, il venditore – attore, contribuisce ad educare le famiglie a praticare la raccolta differenziata.
“È stata un'emozione grandissima vincere questo premio ambito, ancor di più perché lo abbiamo vinto con un cortometraggio che ci ha dato l'opportunità di mostrare un'Altra faccia di Gomorra. – ha raccontato Liguori - Questa è infatti una piccola storia che parla della nostra città, dove tutto è teatralità e tutto è emozione. È stato significativo inoltre ricevere i complimenti da parte di due grandi registi premi oscar, Michael Radford e Mike Figgis, sia in merito alla semplicità del linguaggio che all'utilizzo della colonna sonora e alla capacità di raccontare una storia in soli 5 minuti”.
Dal 15 al 21 Febbraio, tutto il cast sarà ad Hollywood dove nel corso della IV edizione del festival “Los Angeles – Italia” sarà proiettato il cortometraggio. “Io e Maurizio Palmieri, lo sceneggiatore de “La raccolta differenziata” – prosegue il regista - stiamo scrivendo a quattro mani la sceneggiatura di un film. Si tratta sempre di una commedia brillante attraverso la quale continueremo a raccontare il popolo napoletano e le sue contraddizioni" conclude.
“Sono davvero contento che un nostro concittadino porti così in alto il nome della nostra città. – ha dichiarato il sindaco Francesco Piemonte – E’ un onore per tutti noi poter essere rappresentati da un giovane santantimese che attraverso la rappresentazione cinematografica ha saputo trasmettere l’importanza della raccolta differenziata”.
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Mercoledì 25 Marzo 2009 20:45 |
DAL 10 FEBBRAIO 2009, IN DVD DA CECCHI GORI HOME VIDEO, “VIAGGIO IN ITALIA”
Trasmesso a "puntate" dalla trasmissione televisiva "Ballarò" ora si può vedere "tutto intero"...
Un ritratto del Bel Paese attraverso gli occhi di una coppia di ex-coniugi in viaggio da Nord a Sud per raggiungere la figlia, promessa sposa a Stromboli: Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e infine la Sicilia. Diretto da Paolo Genovese e Luca Miniero, il film è stato trasmesso da RAITRE all'interno del programma di Giovanni Floris, Ballarò. Chiara e Piero (Licia Maglietta e Antonio Catania) guardano l'Italia dal finestrino e si confrontano con i personaggi che incontrano durante il loro itinerario: gli ex coniugi sono costretti, non solo a un confronto con se stessi, ma sono anche costretti a confrontarsi con un Paese in continuo cambiamento. Nel cast: Claudio Amendola, Luca Angeletti, Alessandra Bellini, Vittoria Belvedere, Giorgio Colangeli, Maria Rita Fenzato, Nino Frassica, Gianni Ferreri, Marco Guadagno, Paolo Hendel, Francesca Inaudi, Michele La Ginestra, Roberto Nobile, Veronica Pivetti, Rosalia Porcro. Elisa Romagnoli Giani, Stefano Sarcinelli, Sebastaino Somma, Giorgia Wurth. Viaggio in Italia (Una favola vera) sarà disponibile in dvd Cecchi Gori Home Video in edizione integrale dal 10 febbraio; tra i contenuti speciali segnaliamo il video del backstage. Piero e Chiara vivono a Milano e hanno una visione del mondo diversa su tutto. Dopo alcuni anni di matrimonio si sono separati e non si sono mai più visti. Fino ad oggi. Infatti, la loro unica figlia Margherita si sposa e gli ha chiesto un regalo molto particolare: venire insieme da Milano a Stromboli al suo matrimonio. Non in aereo, ma con la vecchia auto famigliare del padre, attraversando l'Italia da Nord a Sud. Ma il regalo non è finito, i due infatti, come in una caccia al tesoro, devono raccattare alcuni ricordi sparsi per l'Italia che hanno segnato la vita della ragazza da piccola, quando tutti e tre erano una famiglia. Si muoveranno così lungo l'autostrada dei ricordi in un viaggio che li porterà a conoscersi di nuovo e a conoscere i variopinti personaggi che incontreranno lungo il loro "Viaggio in Italia".
www.cghv.it
CREDITS Viaggio in Italia (Una favola vera) Italia, 2008, Colore, 83 min Ballarò e Lotus Production presentano VIAGGIO IN ITALIA una favola vera Con LICIA MAGLIETTA e ANTONIO CATANIA Prodotto da MARCO BELARDI Scritto e diretto da PAOLO GENOVESE e LUCA MINIERO Con l'amichevole partecipazione di: CLAUDIO AMENDOLA, LUCA ANGELETTI, ALESSANDRA BELLINI, VITTORIA BELVEDERE, GIORGIO COLANGELI, MARIA RITA FENZATO, NINO FRASSICA, GIANNI FERRERI, MARCO GUADAGNO, PAOLO HENDEL, FRANCESCA INAUDI, MICHELE LA GINESTRA, ROBERTO NOBILE, VERONICA PIVETTI, ROSALIA PORCARO, ELISA ROMAGNOLI GIANI, STEFANO SARCINELLI, SEBASTIANO SOMMA, GIORGIA WURTH Dir. di Produzione SABINA BIANCHINI Aiuto Regia: CHANTAL TOESCA Segretaria di edizione: SAMUELA ZAMPAGNI Fotografia: RICCARDO TONNI Operatore: ANDREA PETROZZI Fonico: MAURIZIO DI COSTE Montatore: GABRIELE MORO Musicista: FRANCESCO LANZILLOTTA Attrezzista: GABRIELE RIDOLFI Costumista: MARTA SAN GIOVANNI Parrucchiera: ALDINA GOVERNATORI Truccatore: ALESSANDRO TUCCI C.po Elettricisti: ANTONIO SANSARO C.po Macchinisti: MARCELLO TROIANI Montaggio presa diretta: ANTONIO BARBA PER SONORA
SINOSSI Margherita, in procinto di sposarsi, come regalo di nozze chiede ai genitori separati di raggiungerla per la cerimonia. Il regalo presuppone delle "condizioni": i due ex coniugi dovranno fare questa traversata peninsulare da Milano fino a Stromboli a bordo di una vecchia auto, mezzo e strumento per ricreare l'atmosfera dei bei tempi passati... Piero e Chiara, lungo il tragitto, parlano tra loro e il discorso cade su Carlo, chirurgo plastico ed attuale compagno di Chiara, che pare le abbia, di recente, proposto una ricostruzione del seno. Piero con i suoi gelosi moralismi non è d'accordo ma Chiara sembra non temere affatto il giudizio dell'ex marito. Intanto sulla lettera di Margherita, che sentiamo fuoricampo, c'è una richiesta da parte della figlia: comprarle all'AUTOGRILL le caramelle a forma di ciuccio che le piacevano tanto da bambina. Dopo l'ennesima discussione tra marito e moglie, Margherita tramite lettera "sembra pedinare" i genitori a distanza chiedendo di ricevere foto, come prova dei posti visitati. Piero e Chiara raggiungono l'autogrill dove cercare le caramelle a forma di ciuccio per la figlia Margherita. E' una ricerca che li avvicina, e i due ricordano il passato senza l'astio e l'imbarazzo di inizio viaggio. Piero ferma la macchina in un autogrill e Chiara scende a fare due passi per scaricare la tensione che va aumentando. Nel frattempo due autostoppisti, con la scusa di una fotografia, montano sull'auto di Piero per un passaggio a Bologna. Chiara tornando, nota che i due ragazzi hanno preso posto in macchina e pur accettando l'idea di accompagnarli, si dimostra contrariata nel vederli fumare liberamente canne in sua presenza. Piero e Chiara raggiungono la città di Firenze e s'imbattono in un quartiere pieno di cinesi. Incontrano l'unico italiano al quale non riescono a strappare neppure un'informazione riguardo la loro meta. Il personaggio in questione risulta essere un tipo un po' stravagante: non riesce ad accettare di essere rimasto l'unico superstite italiano della zona. Piero e Chiara, allibiti, proseguono il loro viaggio. Tra le richieste di Margherita ce n'è una in particolare: far ritornare i genitori a Firenze nel posto in cui, vent'anni prima, da bambina, aveva conosciuto un vecchio pittore cieco. Disillusi Piero e Chiara raggiungono Ponte Vecchio dove ironia della sorte, incontrano proprio quel pittore che, dopo pochi indizi, riesce a ricordare Margherita, al punto da ritrarla vestita da sposa. Piero e Chiara ricevono commossi il ritratto come regalo di nozze per la figlia. Piero e Chiara s'interrogano, punzecchiandosi, circa l'attuale vita privata di entrambi. Al loro tavolo un cameriere presenta il conto su un foglietto strappato da un block notes e questo suscita l'ira di Piero che inizia un pistolotto sull'evasione fiscale. Dopo poco, marito e moglie, si rimettono in viaggio quando, d'improvviso, un "nuvolone" di fumo nero segnala un evidente guasto all'auto. Dopo aver raggiunto un'officina, scoprono che per riparare il danno occorrerà pernottare in una pensione poco lontano. Piero e Chiara raggiungono un albergo ma, giunti alla reception, subiscono un vero e proprio "terzo grado" da una portiera alquanto impicciona che informa la coppia di avere a disposizione solo una matrimoniale. Imbarazzati, Piero e Chiara accettano di passare la notte nella stessa stanza. Prima di addormentarsi, Chiara confessa a Piero tutte le difficoltà e i disagi avuti durante la crescita di Margherita, sottolineando le assenze del marito. L'atmosfera sembra assumere toni familiari, comprensivi, specie da parte di Piero che vive il discorso di Chiara con un sottile senso di colpa. La lettera di Margherita ricorda ai genitori le mete delle vacanze di un tempo: Piero innamorato delle isole italiane e Chiara che invece sognava di viaggiare e andare all'estero. Il discorso pian piano si fa politico rispetto a particolari come quelli riguardanti le tasse sulle case al mare o sulle barche. La conversazione continua fino all'argomento scottante che sciocca Piero e che vede protagonista Margherita e la sua prima volta proprio... nella macchina di papà. Piero e Chiara attraversano via Salaria, in uno scenario desolante in cui regna la prostituzione. Piero è al telefono e discute circa il titolo del libro di favole che ha scritto. Da qui il discorso va avanti sulla morale e sul costume facendosi ancora una volta politico. Piero e Chiara, sempre per volere della figlia Margherita, raggiungono la chiesa di Santa Sabina dove incontrano Don Ottavio, il prete che, quindici anni prima, aveva celebrato le loro nozze. Don Ottavio equivoca, e pensa che stiano ancora insieme quindi li coinvolge in un corso prematrimoniale, dove devono testimoniare la loro unione. I due per non deluderlo, non ammettono di essersi separati, e stanno al gioco. L'ennesima richiesta di Margherita ai genitori è quella di poter deviare per Anguillara, località che le ricorda il primo bacio dato ad Ettore, nonché, la sua infatuazione non ricambiata per Tonio. Piero e Chiara cercano di ricordare anche il loro primo bacio e, prendendo alla lettera la richiesta della figlia, riescono a rintracciare Tonio e mandarlo a quel paese scappando via come due adolescenti. Giunti a Napoli, Piero e Chiara ricevono un'ulteriore richiesta da parte di Margherita ossia quella di poter acquistare le sfogliatelle da Scaturchio. Nel frattempo incontrano una hostess con tanto di stemma dell'ufficio turistico che promuove in maniera surreale l'immagine della città danneggiata dai giornali. Nega la camorra e la delinquenza e li invita a gustare un pezzetto di pastiera. Chiara riceve una telefonata privata da parte del suo fidanzato e questo suscita una forte gelosia in Piero. I due iniziano quindi a litigare insultandosi a vicenda sulle note della canzone Reginella e Chiara si allontana minacciando di tornarsene a Milano. Piero, sul molo, aspetta che Chiara ritorni, ma teme che se ne sia andata per sempre. Nel frattempo s'intrattiene con un signore dall'aria impaziente e le maniere eleganti, che, come Godot, confessa a Piero i suoi lunghissimi anni d'attesa per il ritorno della moglie dalla quale si è separato. Inizia una discettazione sulle problematiche di Napoli che suscita l'interesse di Piero incantato dall'affabulazione del signore. Arriva Chiara, finalmente, e Piero si accorge che il tipo gli ha rubato l'orologio. Ma non sembra prendersela a male. La nave è appena partita. Piero e Chiara sono affacciati alla balaustra, in lontananza, le luci del golfo che si allontana. Piero vorrebbe parlare ma non trova le parole. Chiara ha freddo e rientra in cabina. Piero si ferma sul pontile a pensare. All'improvviso sente come una presenza vicina. Credendo sia Chiara, inizia a conversare disinvoltamente. Ma è una ragazza che va a un matrimonio a Stromboli. Dopo un po' Piero raggiunge la moglie in cabina.
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